URANIO SENZA FINE

L’approvvigionamento di uranio non è mai stato un problema per il nucleare civile (qualche info sul nostro sito), inoltre il costo dell’uranio è una componente minoritaria nel costo del kWh nucleare, come i nostri lettori ben sanno…

Tuttavia la possibilità di estrarre l’uranio direttamente dall’acqua del mare (ne abbiamo già parlato qui) aprirebbe nuove prospettive, soprattutto dal punto di vista della sicurezza dell’approvvigionamento.

Alcune recenti ricerche (una sintesi a questo link) hanno sviluppato nuovi sistemi di adsorbimento, che potrebbero portare i costi di estrazione a livelli paragonabili a quelli del minerale ricavato dalla covenzionale estrazione da giacimenti terrestri. E’ stato stimato che con i nuovi materiali il costo di estrazione sarebbe di circa 200$/lb, mentre i costi del materiale proveniente dalle miniere è variato negli ultimi anni da 10 a 120 $/lb. Questo significa che già ora si potrebbe usare l’uranio dal mare con un impatto minimo sul costo del kWh. Ricordiamo infatti che una parte considerevole del costo del combustibile nucleare ricade sul processo di arricchimento.

Una nota finale importantissima. L’uranio è presente nel mare in concentrazioni bassissime, dell’ordine di 3 microgrammi per litro. Ma il contenuto totale negli oceani è una cifra che oltrepassa i 4 MILIARDI di tonnellate. Per confronto, le risorse INDIVIDUATE ed estraibili da terra ad un costo inferiore a 120$/lb, sono di circa 7 milioni di tonnellate!

Ma da doce viene l’uranio disciolto nel mare? Dall’erosione delle rocce terrestri, che contengono una quantità stimata in CENTOMILA MILIARDI di tonnellate di uranio. Questo significa che l’estrazione dell’uranio dal mare è un processo virtualmente senza fine. Anche l’uranio diventerebbe una “risorsa rinnovabile” almeno come lo sono il sole ed il vento…

Imbarazzante vero?

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