FLEX: la risposta USA a Fukushima

Abbiamo ripubblicato nel post precedente (grazie a Nucleareeragione) un interessante aggiornamento sulla situazione a Fukushima.
Oggi vi diamo visibilità di come questo drammatico incidente abbia avuto ripercussioni negli USA, in particolare come siano state rafforzate le misure di sicurezza per la flotta di reattori civili in funzione (attualmente 99). Tutti gli accorgimenti elencati sotto dovranno essere adottati, in tutti i reattori americani, entro il 2016 (con qualche eccezione).
Il piano di miglioramento consiste in otto punti principali, elaborati sull’analisi dell’evento giapponese:

  1. Preparazione di equipaggiamento d’emergenza sia nei pressi dei reattori che in due centri nazionali di Incident Response (Memphis e Phoenix).
  2. Miglioramento della strumentazione di controllo per le piscine di raffreddamento
  3. Preparazione di una linea guida, per gli operatori dei reattori, in tema di incidenti altamente critici. La NRC chiederà agli operatori di valutare periodicamente i piani di emergenza
  4. Rivalutazione della sismicità per tutte le aree dove sono installati gli impianti (da completare entro il 2020)
  5. Rivalutazione del rischio di inondazione per tutte le aree dove sono installati gli impianti (da completare entro il 2015)
  6. Per i reattori con un design simile a quello di Fukushima (BWR Mk 1), installazione di un sistema di venting di emergenza (entro il 2019)
  7. Una serie di ispezioni, in particolare sui sistemi di protezione sismica e anti-allagamento, da parte di NRC
  8. Attività di continuio interscambio di informazioni con le autorità giapponesi

Nell’infografica riportata sotto, a cura di NEI, una sintesi delle misure di sicurezza elencate. Nel complesso una dimostrazione efficace della politica “imparare dagli errori (e dalle sventure) degli altri”…

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